Saluto alla comunità di S. Maria La Stella inviato da
P. Carmelo Sciuto
Ecc.za Rev.ma Mons. Pio Vittorio Vigo
Rev.do Can. Salvatore Coco
Confratelli nel sacerdozio
Gent.li autorità provinciali
e dei Comuni di Aci S. Antonio e Acireale
Amici della comunità di AciTrezza
Amata comunità parrocchiale di S. Maria La Stella
Vi giunga il mio cordiale e sentito benvenuto in questa nostra chiesa parrocchiale, incapace (ma solo strutturalmente!)
di accogliere tutti voi giunti per questo momento di festa organizzato per l´inizio ufficiale del ministero di don Salvatore Coco, 8° parroco di
questa comunità, che ho amato e servito per sette anni.
Impossibilitato fisicamente, a presenziare a questa solenne concelebrazione, perché impegnato per ragioni d´Ufficio nella Regione Basilicata,
mi sento spiritualmente unito a voi, e desidero rendermi presente tramite queste brevi righe. Oggi, il Vangelo (Mc 10,35-45) ci ammonisce: "Chi vuole
diventare grande tra voi sarà vostro servitore, e chi vuole essere il primo tra voi sarà schiavo di tutti". Così ho inteso il mio
servizio sacerdotale in mezzo a voi come parroco, così vorrei augurare al mio successore: vivere il suo ministero presbiterale, nello spirito del
Figlio dell´uomo che "non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti".
Ripercorrendo velocemente il cammino vissuto insieme, mi sembra che abbiamo cercato in questi anni di camminare vivendo momenti di fede "ordinari"
e "straordinari". Abbiamo lavorato fianco a fianco, in una grande sinergia di cuori e di mani per "edificare" la Comunità, per
renderla il centro della frazione e il luogo di accoglienza per tutti, anche di coloro che stavano "alla soglia". Abbiamo investito tanto in mente,
braccia e cuore, perché la nostra parrocchia diventasse sempre più una vera "casa e scuola di comunione", dove i cristiani si aiutassero
reciprocamente a scoprire e realizzare la propria vocazione, nell´ascolto costante della Parola, nella preghiera comune, nella assidua partecipazione
ai sacramenti – specie all´Eucaristia domenicale - e nell´attenzione concreta ai bambini, ai ragazzi, alle famiglie, agli ammalati, agli anziani,
ai poveri e agli ultimi. Abbiamo curato questo edificio materiale rendendolo sempre più bello e decoroso; realizzato locali idonei ai nostri ragazzi della
catechesi e ai gruppi parrocchiali; completato S. Lorenzo al Calvario e lo spazio all´aperto dedicato alla Madonna di Fatima e a San Pio da Pietrelcina.
Allo stesso tempo, non abbiamo dimenticato di arricchire di esperienze nuove la vita comunitaria, con i Presepi Viventi, il Cenacolo di Preghiera, gli
incontri periodici con le famiglie dei ragazzi della catechesi durante i tempi forti, insieme ai tanti altri tentativi per avvicinare i lontani o per far
sentire la nostra presenza sul territorio.
Per tutto questo dobbiamo ringraziare il Signore. E insieme a lui, davanti al Vescovo e al mio successore, debbo ringraziare tutti coloro che in questi anni
mi hanno collaborato; l´ho sempre detto, e molti ne sono testimoni: senza collaboratori un prete può fare ben poco. E qui, ho trovato validi
collaboratori. Tante sono state le occasioni in cui abbiamo condiviso gioie, dolori, fatiche e speranze nella ordinaria testimonianza a Gesù Risorto,
nostra speranza in un mondo in continuo cambiamento.
Ora il Signore, attraverso i miei superiori, mi ha chiesto di lasciarvi per mettermi a servizio della Chiesa italiana per la Catechesi, che nella nostra
parrocchia abbiamo cercato di riformulare attraverso un itinerario sperimentale ad ispirazione catecumenale ormai ben avviato. Riconosco in questo mandato
ancora una volta quel perentorio "seguimi", che Gesù rivolse a Pietro. In verità - come predicava J. H. Newman - "non siamo
chiamati una volta soltanto, ma molte volte; per tutta la nostra vita Cristo ci chiama... sempre di nuovo, da una casa a un´altra, senza che possiamo
avere un luogo di riposo…, e quando obbediamo ad un comando, subito ce ne viene dato un altro. Egli ci chiama continuamente, per sempre più
santificarci".
Lo so! Ne sono cosciente, ci sono ancora tante cose da fare, diverse situazioni sono rimaste irrisolte, diversi progetti - non ultimo quello della chiesa
nuova - solo all´inizio. Questo vuol dire che il cammino fatto non deve interrompersi, ma continuare. Arricchiti da questi anni, bisogna lavorare per
far spuntare i frutti; sull´albero di S. Maria La Stella ci sono solo le gemme. Ci vuole calore e non gelo perché i germogli arrivino a
maturazione. E di calore da dare (entusiasmo, voglia di crescere, disponibilità al servizio, ecc.) ne avete tanto. Date prova della vostra serietà,
del vostro impegno, della consapevolezza di essere chiesa attorno al pastore che il Signore, per il ministero del nostro Vescovo, ha scelto per voi e che
questa sera accogliete ufficialmente.
A lei, don Salvatore, consegno questo giovane albero sormontato da piccole e fragili gemme, perché con il suo paziente, sapiente ed esperto lavoro,
possano dischiudersi e portare quei frutti abbondanti che il Signore desidera.
L´assista in tutto il suo ministero la nostra gloriosa patrona, la Madonna della Stella, perché attirato dalla sua luce, possa seguire la via
che Cristo le indicherà per farle fiorire sulle labbra ancora una volta l´esultanza del Magnificat.
Roma 18/10/2009
Don Carmelo Sciuto
Aiutante di Studio UCN
Vai alla pagina iniziale
Torna indietro