Con il tempo liturgico di Avvento viene offerto ancora una volta alla comunità cristiana la possibilità di
ripercorrere efficacemente il cammino della storia della nostra salvezza.
È l´invito a rimettersi nuovamente in cammino, a ridestarsi da quella sonnolenza che talvolta subentra
nell´animo umano rallentando ogni impegno ed entusiasmo. È la richiesta di un cuore "grande" capace
di abbandonare modelli, criteri, stili di vita che impediscono di andare oltre per vivere intensamente il questo nostro
presente. È il lasciarsi affascinare dalla voce dello Spirito: "Ecco io faccio nuove tutte le cose"
(Ap 21,5).
Colgo, dunque, questa felice occasione per indicare alcune priorità ed urgenze che devono emergere nella vita della
nostra comunità. È tempo di ripartire, di riprendere la marcia, di rivedere, rinnovare le nostre scelte e con
slancio ed entusiasmo rispondere all´oggi di Dio. Non si tratta di iniziare dal nulla perché già
si è fatto un bel tratto di strada, ma si tratta di prendere coscienza che ci troviamo tutti in una particolare
situazione di emergenza, in un generale smarrimento del cammino, in una fatica di marcia che sta segnando la nostra stessa
convivenza umana… L´emergenza, lo smarrimento e la fatica segnalano probabilmente una assenza chiara direzione di
marcia, uno svuotamento del cuore, una disaffezione a ciò che è bello e nobile…
La nostra situazione
La comunità di Santa Maria la Stella è cresciuta in fretta e tanti hanno avuto la possibilità di trovare
loro abitazione. Insieme con l´abitazione ciascuno ha portato con sé un grande patrimonio interiore proveniente
dalle diverse comunità di origine e che attende di essere sempre più armonicamente inserito in questo nuovo
contesto. La diversa sensibilità, i tanti sogni e progetti sono una ricchezza per tutti e attendono di intrecciarsi
tra loro per realizzare una vera e propria sinfonia di cuori.
Ma alle tante cose belle, disseminati nei cuori, persiste tuttavia un senso di estraneità alla comunità
parrocchiale, una certa resistenza nel creare dei rapporti di collaborazione e di amicizia. Si nota come la diffidenza, la
rivalità e il sospetto abbiano talvolta il sopravvento rallentando l´apertura a nuovi progetti di
collaborazione e di fraternità. L´effetto di tutto questo è un senso di distacco e di indifferenza, di
immobilismo e di frammentazione del tessuto sociale. Si comprende allora il tentativo di chiudersi nel proprio privato ed
evadere dall´ambiente in cui ora si vive. La mente e il cuore è altrove!
Accanto alla descrizione di questa nostra situazione, si riflettono inoltre su ciascuno le grande problematiche di oggi che
interpellano tutti e chiedono di non sperperare le risorse umane e culturali accumulati lungo i tanti secoli di storia.
Il grande rischio che oggi si corre è di sbriciolarsi e disperdersi in mille rivoli rincorrendo sensazioni, esperienze,
cose… ma perdendo in umanità. Recuperare la nostra interiorità, rimotivare la nostra fede e le conseguenti
scelte di vita cristiana ci salveranno dall´inconsistenza e fragilità del nostro tempo.
A S. Maria la Stella sin dal 1919, anno in cui la sua chiesetta fu eretta a vicaria curata, una comunità cristiana
vive e testimonia nella vita di ogni giorno la fede nel Signore Gesù risorto, con la guida della fulgida Stella,
la Vergine Maria. Man mano negli anni la comunità parrocchiale si è sviluppata con la partecipazione e il
servizio di tanti cristiani offrendo a tutti la possibilità di riflettere e valorizzare la propria vita e di essere
discepoli di Gesù. Sono infatti tanti i germogli che stanno per fiorire in diversi ambiti della vita cristiana.
Bisogna lavorare con passione perché non si arresti questa primavera, ma giungano i fiori e i frutti. È necessario
coinvolgere tutti in quest´opera di rinnovamento e di rilancio della comunità cristiana. perché la nostra
parrocchia diventi sempre più una vera "casa e scuola di comunione", dove ci si aiuti reciprocamente a
scoprire e a realizzare la propria vocazione. Il Signore, il Dio della nostra speranza ci ripete: "Non ricordate
più le cose passate, non pensate più alle cose antiche! Ecco, faccio una cosa nuova: proprio ora germoglia,
non ve ne accorgete? Aprirò anche nel deserto una strada, immetterò fiumi nella steppa" (Is 43, 18-19).
Guardate i germogli, i segni di una nuova realtà che ancora stenta a venir fuori ma che se abbiamo pazienza e amore
verranno fuori in tutta la loro bellezza. C´è tuttavia il rischio che questi germi, ancora deboli e indifesi,
possano essere bruciati dal freddo del nostro poco amore, gelati dalla nostra invidia, dalla nostra contrapposizione, ma
così non viene fuori una nuova stagione piena di frutti.
Bisogna constatare che oggi urge creare un nuovo contesto interessante e coinvolgente. Tutti i tempi sono difficili e in
ogni tempo si chiede fedeltà al Signore. Ma oggi si prospetta un nuovo modello di società e in certi suoi
aspetti non è certo in sintonia col Vangelo. La comunità che vive in questa storia avverte un certo disagio e
smarrimento. Il rischio per la comunità cristiana è quello di ripetere il già fatto, di chiudersi in
se stessa, senza recepire le provocazioni, senza accettare le indicazioni che provengono da queste nuove situazioni.
È tempo di interrogarsi: che fare davanti alla disaffezione di tanti all´esperienza religiosa, a tanti che sono
travagliati da problemi economici, a tanti senza futuro, a tanti che non riescono a vivere felicemente l´esperienza
matrimoniale? C´è in giro una stanchezza interiore che pesa e si trasforma in pietra tombale che seppellisce
tutto ciò che è bello e sublime, l´entusiasmo e la gioia di progettare e realizzare.
Sarà per noi dunque, tempo di semina, di lavoro silenzioso e costante, ma siamo certi che la grazia di Dio darà
incremento alle nostre fatiche. Adesso è il tempo di impegnarci di più. Senza di te e senza il tuo aiuto ci
sentiamo più poveri e meno comunità. Edifichiamo la comunità, provando insieme a "rivoluzionare":
principalmente la nostra vita iniziando la più grande e appassionante "caccia al tesoro", intorno a noi
stessi, sul senso da dare alle cose che pensiamo e facciamo!
Desidero che venga fuori una vera mobilitazione generale, una convocazione di cuori che hanno vinto la pusillanimità
e la sfiducia. Noi vogliamo essere la compagnia di coloro che agiscono perché sono contenti di essere di Cristo e che
sanno di essere stati mobilitati da Qualcuno che li ha resi molto felici. Ci viene chiesto di impegnarci adesso con questa
modalità, perché ogni tempo è buono, ma quello che stiamo vivendo è l´unico che abbiamo e
che ci viene dato. Oggi necessità molta speranza, ma ancor di più abbiamo bisogno di uomini e donne di speranza.
Queste poche righe di descrizione della nostra situazione sono un invito per tutti ad aprire gli occhi e il cuore sulla
effettiva nostra realtà quotidiana per riconoscere il Signore Gesù. La situazione pastorale odierna è
certamente complessa ed esige una nuova risposta. È veramente ardua la sfida del nostro tempo, ma ha anche il fascino,
la sua bellezza e la sua grazia.
Teniamo il nostro sguardo fisso su Gesù
Abbandoniamo tutto ciò che in qualche modo ci può legare e non ci fa essere veramente liberi nella corsa per
il servizio. Infatti ci possono essere delle vicende (nella storia personale, nella vita comunitaria) che hanno snervato e
svigorito ogni impegno. Il coraggio di staccarsi da tutto questo passato, l´aprire la porta del cuore a quest´oggi
meraviglioso e di grazia è sicuramente la vittoria di Cristo sul nostro peccato. Con lo sguardo fisso su Gesù
lasciamoci invadere interiormente dalla sua luce. Rinnoviamo la nostra scelta di fede. Liberiamo, dunque, la nostra mente
dalle perplessità e dalle incertezze e avventuriamoci nel servizio generoso della comunità. Lo stile sarà
quello del camminare insieme, convinti che il Signore ci costituirà in unità. Edifichiamo con i doni che
ciascuno ha ricevuto dal Signore e mettiamo al centro del nostro vivere l´esigenza del Vangelo Resistiamo ogni forma
di chiusura e di ripiegamento, si ponga invece attenzione al nostro tempo, a questo ambiente, si dialoghi con tutti coloro
che si pongono sinceramente alla ricerca della verità e a servizio dell´uomo, non ci si estranei dalle istanze
della cultura di oggi. La trama finissima e quasi inestricabile del tessuto umano che si chiama "cultura" deve
essere illuminata dalla fede. Una chiesa senza una presenza seria di credenti adulti che sperimentano l´avventura della
fede nella quotidianità della vita, senza clamori, ma con fermezza, nella memoria di quello che Gesù fece e
disse è destinata a diventare "sale senza sapore", semplice luogo dove si vive una religione meramente
civile. Prendendo nelle nostre mani il Vangelo ci adopereremo a diffondere quella luce che sappia ridare i colori della
speranza in mezzo alle nebbie della confusione e a far riscoprire la parrocchia stessa come luogo dove ritrovarsi insieme
per fare esperienza della fraternità ritrovata in Cristo.
La catechesi non può ridursi ad uno spazio informativo per preparare i candidati al sacramento della prima comunione
e della cresima, ma un cammino di maturazione nella fede lungo tutta la vita.
Tutto questo si realizzi attraverso:
- la catechesi agli adulti rinnovata nei metodi e nella partecipazione;
- il coinvolgimento delle famiglie nell´itinerario catecumenale dei ragazzi;
- la riscoperta e la valorizzazione della guida spirituale del presbitero;
- incontri con i giovani ed esperienze di condivisione al di lá delle attività ricreative;
- l´utilizzazione della chiesa di S. Lorenzo al Calvario per ritiri spirituali e la lectio divina;
- la presentazione di un itinerario formativo per aiutare la crescita di gruppi famiglia;
- il rinnovamento dei corsi in preparazione al matrimonio.
- la diffusione del giornale della parrocchia come strumento di crescita e spazio di fattiva, intelligente
e paziente
collaborazione;
- la biblioteca parrocchiale è, e diventi un prezioso aiuto per la formazione culturale di quanti ne
vorranno
usufruire e occasione per approfondimenti culturali.
- L´oratorio con tutte le sue articolazioni riveli il nostro amore e il nostro impegno a favore dei ragazzi, dei
giovani lasciati sempre più a se stessi.
E altre proposte e suggerimenti attendo di essere aggiunti.
La parrocchia, la casa di tutti
Spesso parliamo di parrocchia, ma in realtà che cos´è la parrocchia, da chi è formata? Essa
è la chiesa che vive in un territorio, è l´insieme di tutti coloro che hanno incontrato il Signore
Gesù e gli hanno creduto. Se vogliamo che la parrocchia divenga sempre più una casa di comunione è
necessario che tutti quelli che si riconoscono dentro la comunità parrocchiale prendano sul serio la vita cristiana
e scelgano di vivere la vita di comunità. È urgente lavorare per il superamento della visione di parrocchia
quale stazione di servizi religiosi, luogo per la distribuzione, secondo le scadenze, di sacramenti. La chiesa manifesti
l´intima sua natura, quella di essere una famiglia mettendo al primo posto le persone e sappia sprigionare la forza
della stima reciproca. Una famiglia che sappia stare dentro la realtà e che sappia liberare la fantasia dell´amore.
Dio è amore e la chiesa non può presentarlo al mondo senza farsi visibilità di questo amore. Se non
evangelizza e non testimonia la carità di Cristo, la chiesa non è chiesa. La carità prima ancora che un
"darsi da fare" è essere, cioè vita di comunione con Dio e con i fratelli. È necessario
attivare tutti i canali che permettono la comunicazione con tanti che hanno una diversa sensibilità e ci si ponga
accanto ad ogni fratello sia di chi abitualmente frequenta la comunità e sia di chi, per un motivo o l´altro,
sta ancora sulla "soglia". L´ansia per l´annuncio deve portare a saper pazientare, accogliere e
valorizzare ogni espressione del cuore umano. È mettendosi in cammino con ogni fratello nello spirito dei discepoli
di Emmaus che "arde il cuore nel petto" e si aprono gli occhi per riconoscere il Signore (Cfr Lc 24,32).
I poveri non sono per la comunità cristiana casi sociali o utenti delle nostre opere. Loro sono nostri fratelli e
nostre sorelle. La cura degli ammalati, dei disabili, degli oppressi è una esigenza che ha le sue radici nel cuore
stesso del Vangelo. Non può esistere comunità cristiana senza diaconia, cioè senza servizio di
carità, che a sua volta non può esistere senza celebrazione eucaristica.
Si propone:
- Aiutare, attraverso interventi, ad acquisire una mentalità di comunione e di carità;
- La Caritas parrocchiale, espressione della sollecitudine della nostra comunità, sia sempre più
sostenuta e
tenuta in gran considerazione;
- individuare situazioni di bisogno e studiare come intervenire;
- educare alla gratuità;
- utilizzare il tempo libero e crescere nella partecipazione alla vita comunitaria;
- sviluppare in tutti la corresponsabilità nella vita parrocchiale;
- ravvivare la presenza dell´Azione cattolica e di altre aggregazioni presenti in parrocchia;
- trasformare i locali parrocchiali in crocevia di incontri , di esperienze fraterne e di condivisione;
- offrire tempi di riflessione e di preghiera.
Che cosa celebriamo, come celebriamo?
Secondo la Bibbia, Dio ha posto nel cuore dell´uomo due grandi bisogni: la forza di amare e l´esigenza della lode.
Noi veniamo al mondo con questi due bisogni ben radicati nell´intimo di noi stessi. La domenica per noi cristiani
è il giorno in cui questo bisogno trova spazio di espressione e piena manifestazione. Quando una comunità
disattende, sottovaluta la domenica, a nulla servirebbero le iniziative, anche le più preparate e sante, se a
fondamento non c´è la presenza del Signore e la gioia di riconoscerlo presente nello spezzare il pane. La
domenica, Pasqua della settimana, deve tornare ad essere vissuto intensamente. A livello liturgico, a livello personale, a
livello comunitario. Certo la domenica non può essere ridotta ad una messa! C´è tanto da recuperare.
E poi come celebriamo? Che cosa celebriamo? Quale è il nostro coinvolgimento? E gli altri sacramenti non rischiano
di essere un fatto individuale?
Si propone:
- Ricoperta e rivitalizzazione della liturgia domenicale;
- Ripensare ad un gruppo liturgico che aiuti la comunità a vivere la liturgia attraverso sussidi,
comprensione dei
segni…
- curare il coro parrocchiale e scegliere i canti in sintonia con quanto si celebra;
- illuminare e migliorare le pie pratiche (Rosario,Via Crucis, adorazione…)
- avviare la comunità alla recita della liturgia delle ore.
Corriamo nella corsa che ci sta davanti
La vita è una cosa meravigliosa e ognuno di noi ha una missione speciale da compiere, perché Dio ci ha amati
da sempre di amore infinito. Anche per noi ci sarà un evento simile all´Annunciazione della Vergine Maria: un
angelo planerà su di noi e ci ripeterà le parole: "Non temere, il Signore è con te".
Sentiamo vivamente la bellezza e la responsabilità di fare un ulteriore passo nel nostro territorio in cui abitiamo
e cresciamo. Sono certo di poter contare su molte persone di buona volontà, ma non posso nascondermi le
difficoltà e le prove da superare.
Da parte mia vi assicuro che voi tutti mi siete cari e desidererei che i nostri rapporti abbiano sempre lo stile della
cordialità e dell´autentica amicizia. Il mio auspicio è che possiate sempre sentire attraverso la mia
persona la sollecitudine e la benevolenza di Gesù Signore nostro.
Come presbitero della parrocchia S. Maria la Stella, consapevole delle difficoltà dell´ora presente, voglio
essere umile e forte testimone del fascino e della bellezza che viene dal Vangelo e compiere la missione sacerdotale come
servo della Comunione per lasciare emergere e far brillare i differenti doni che la Comunità possiede.
Mi sta veramente a cuore essere vostro compagno di viaggio e lungo la via insieme con voi poter attingere la nostra speranza
e la nostra forza da quella stessa sorgente a cui hanno attinto quei discepoli pellegrini che sconsolati si allontanavano
da Gerusalemme.
Queste mie riflessioni desidero consegnarle a tutti voi perché possano essere di aiuto per una verifica personale e
comunitaria. Da questo laboratorio fatto di ascolto, ricerca, preghiera venga fuori una convergenza di cuori e di impegno.
Il Consiglio pastorale insieme con tutte le realtà parrocchiali, a partire da queste indicazioni, curerà uno
attento esame della nostra situazione parrocchiale per far emergere le priorità e le urgenze per un cammino pastorale.
Questo tempo di riflessione e di studio avrà come fine un piano pastorale per questa cara comunità.
Rivolgiamoci a Maria, Madre della chiesa e nostra speranza, perché rassicuri il nostro animo nell´attesa del
nuovo giorno, orienti il cammino anche in mezzo alle tempeste, si mostri Madre amorosa e attenta e ci conduca al porto
sicuro della salvezza.
Ave, sacrario d´eterna Sapienza,
Ave, tesoro di sua Provvidenza.
Ave, Tu i dotti riveli ignoranti,
Ave, Tu ai retori imponi il silenzio.
Ave, per Te sono stolti sottili dottori,
Ave, per Te vengon meno autori di miti.
Ave, di tutti i sofisti disgreghi le trame,
Ave, Tu dei Pescatori riempi le reti.
Ave, ci innalzi da fonda ignoranza,
Ave, per tutti sei faro di scienza.
Ave, Tu barca di chi ama salvarsi,
Ave, Tu porto a chi salpa alla Vita.
Ave, Vergine e Sposa!
(Dall´inno Akathistos)